Liceo "Giulio Cesare" - "Manara Valgimigli"
 
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Le pietre raccontano

Sabato 22 giugno alle ore 9.30, presso la Sala del Giudizio - Museo della Città nell’ambito del Festival del Mondo Antico verranno presentate le attività del progetto “Le pietre raccontano”  svolte durante l’anno scolastico a.s. 2012/2013.

Risultato fra i progetti vincitori della II edizione del concorso “Io Amo i Beni Culturali” indetto dall’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali dell’Emilia Romagna, il progetto  ha visto la partecipazione sinergica del Liceo Classico “Cesare-Valgimigli”, dei Musei Comunali e dell’Associazione Rimini Venture 2027.

Oggetto della ricerca, che ha coinvolto anche alcune classi delle elementari De Amicis e la I G delle medie Panzini, è stato il Lapidario romano, un segmento della Sezione archeologica del Museo della Città. Allestito all’aperto, nel giardino dell’ex Collegio dei Gesuiti,  e ordinato nel 1981 con criteri allora all’avanguardia, il nostro lapidario invitava i giovani a una nuova valorizzazione. Le numerose testimonianze epigrafiche  sono state pulite e restaurate dai tecnici specializzati della  Soprintendenza l’estate scorsa affiancati dagli allievi del Liceo Classico che, durante l’inverno hanno studiato e “sciolto” le iscrizioni, fornendone un commento più semplice e accessibile  avendo a riferimento la pubblicazione scientifica pubblicata da Angela Donati. Una agevole guida (Panozzo editore) insieme alle nuove tecnologie (Q-R Code e pod Casting) svelerà a breve, con le parole dei giovani studenti,  i segreti di questo spazio alla città e ai turisti.

I referenti del progetto Lorenza Bonifazi (per il Liceo Classico) Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti con Marzia Ceccaglia (per i Musei Comunali) si sono impegnati per favorire un nuovo approccio a questo luogo della storia nella prospettiva di ampliare in l’offerta didattica: l’esperienza di coinvolgimento vissuta da molti ragazzi nelle loro classi  con i rispettivi docenti testimonia che l’antica Ariminum  non è poi così lontana da noi: anche allora la città era al centro di numerosi scambi e viaggi, abitata da uomini e donne di diverse culture e provenienze; le epigrafi funerarie testimoniano gli affetti e i legami fra le persone, facendo immaginare la composizione della società riminese del tempo; le iscrizioni onorarie ci parlano dei ruoli istituzionali in nella città.

Questi, con altri temi di carattere universale, se opportunamente proposti all’interno del lavoro didattico, possono alimentare il senso di appartenenza alla collettività, la conoscenza del territorio e delle sue potenzialità , costituiscono l’humus per una coscienza civica sensibile alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale.